Uno dei momenti che personalmente ho sempre amato di più è quello della scelta del nuovo membro del Team (umani esclusi), quella in cui guardi foto e video di piccoli batuffoli di pelo con orecchie sproporzionate e zampe corte e ti immagini la vita con loro. Cerchi di immaginarti come saranno da grandi, come sarà averli lì, educati, rispettosi, silenziosi, sempre pronti alle coccole.

cuccioli di pastore australiano


Solo che non consideri mai che il primo anno-anno e mezzo sarà un incubo.
O un disagio continuo.
Di certo non il sogno che ti eri immaginato.

Ho sempre fatto questo errore, in tutte e tre le aggiunte ho sempre valutato solo come sarebbe stato il finale della crescita, mai come sarebbe stato il viaggio. Un viaggio che tutti mistificano: “goditi questo periodo, crescono così velocemente!”.
Ha ragione, signora mia, ma quanta fatica!
Quante cose indicibili da pulire, vedere, toccare, sentire, odorare in quel periodo, così faticoso che mentre ci sei dentro non ti sembra di vivere un solo anno, ma un decennio almeno. E avrei voluto che qualcuno me lo dicesse, me lo spiegasse nel dettaglio, almeno per non sentirmi una completa incapace nel mentre.
Moltissimi cani finiscono al canile da giovani, immagino che sia perché nessuno ha spiegato nel dettaglio ai futuri proprietari cosa avrebbero dovuto pulire, vedere, toccare, sentire, odorare dal momento in cui portavano a casa Palladineve, che diventava progressivamente Tempestadineve, poi Slavinadineve, e infine lo Yeti.
Alla fine si arriva ad avere un cane in tutto e per tutto, lo giuro, ma il processo è piuttosto turbolento se ci si aspetta di portare a casa un “prodotto già finito”.

Ecco un elenco di cose che non mi aveva detto nessuno prima di avere un cucciolo, che forse avrei voluto e DOVUTO sapere. Tutto basato solo sulla mia personale esperienza.

La pazienza non è utile, è fondamentale

Negli anni sono stati senza dubbio molto modificati i metodi di insegnamento, anche se sopravvivono molte scuole di pensiero ancora oggi sui metodi educativi. E quando sei alle perse, LI PROVI TUTTI, compresi i super consigli dei guru “Cane perfetto in 3 minuti” (spoiler: non funzionano).

Con Zelda che era, non solo il mio primo cane, ma il mio primo cucciolo ero disperata. Lei è stata abbastanza gentile con me da comprendere le mie difficoltà e ha reso il percorso piuttosto facile, per mia fortuna. Abitavo ancora da sola e lavoravo full time, se fosse stata più impegnativa probabilmente avrei iniziato terapia molti anni prima.

Ho scoperto grazie ad addestratori, corsi e esperienza personale che la chiave di tutto sono la pazienza e la coerenza.

cane e gatto sul letto

Se salire sul letto, ad esempio, è no, deve essere sempre no (in casa nostra questa regola non è applicata, vedi immagine). Gentile, ma deciso e fermo. No. Fine del discorso. Non lo hai capito oggi? Te lo ridico anche domani, e dopodomani, e fra una settimana. Ma non sarà mai sì. E se in casa siamo in due, come ci sta succedendo con Lumi, ci mettiamo d’accordo e diciamo entrambi la stessa cosa. Altrimenti è l’anarchia completa e il cucciolo si potrebbe confondere, arrivando a decidere da solo quello che può fare.

“Purtroppo”, crescere un cucciolo secondo coerenza e pazienza non è facile. Perché la pazienza finisce, ma come glielo spieghi ad un esserino che non parla la tua lingua e che vive praticamente solo nel presente?
La magia dei cani, secondo me, è questa, vivere nel presente. Può capitare di arrabbiarsi, alzare la voce, spaventarlo anche, ma loro saranno sempre pronti a ricominciare il secondo dopo ad amarti e farti le feste come se niente fosse successo. Se non li hai traumatizzati, ovviamente.

Quindi se tu hai detto no al letto prima, magari ora è sì, vero?

Un cucciolo non sa né dove né quando fare i bisogni

Per quanto l’allevatore/proprietario precedente/volontario ti giuri e spergiuri che il cucciolo è educato, sa far capire al proprietario quando è il momento di uscire ecc… puoi stare certo che le prime due settimane saranno un delirio di pipì in terra nel mezzo della cucina, cacca nella notte di fianco al letto, pipì sul divano, pipì sul tappeto, in una serie infinita che ti fa credere di aver adottato, più che un cane, un idrante.

E per quanto tu voglia usare i metodi gentili per fargli/farle capire dove andare quando sente lo stimolo, al terzo giro di lavatrice del copridivano in un giorno un paio di ingiurie e “ma chi me l’ha fatto fare” partono.

La regola d’oro che tutti ripetono è quella per la quale il cucciolo dorme, mangia, gioca, fa i bisogni in questo ordine. Quindi non appena si sveglia, mangia e beve, poi si metterà a giocare e automaticamente, senza alcun preavviso, farà la pipì (se si è fortunati, solo la pipì) ovunque si trovi. E il ciclo si ripete fino a che il cucciolo non è grande abbastanza da avere un maggiore controllo dei suoi stimoli, che sulla carta si traduce in uno-due mesi di disagi e basta, ma in pratica sono un periodo lunghissimo in cui ti sembra che l’unica cosa che questo esserino sa fare sia immettere ed emettere sostanze. Con pazienza si supera. Molta pazienza.
L’importante è non scaricare la propria frustrazione sul cucciolo che non la capirebbe e inizierebbe solo ad avere paura del contatto e della presenza umana.
Capiteranno numerosi incidenti e il trucco è cercare di mettere il cucciolo nelle condizioni di sbagliare il meno possibile; se, ad esempio, per due volte fa la pipì nella fioriera, leviamo la fioriera, non muore nessuno senza fioriera per qualche mese.

cucciolo di aussie che dorme

Per ridurre al minimo i danni, noi abbiamo adottato alcuni accorgimenti che per noi hanno funzionato, soprattutto con la seconda cucciola in cui eravamo più preparati:

  • Comprare copriletto e copridivani con strato inferiore impermeabile; tanto gli incidenti succederanno, meglio farsene una ragione e prevenire, se ne trovano a prezzi ragionevoli sia su Amazon che su altri siti marketplace
  • Mettere via i tappeti buoni e lasciare solo quelli lavabili; vedi sopra
  • Non insegnare mai l’uso delle traversine; per un cucciolo è difficile capire la differenza fra un tappeto persiano e una traversina di cotone, cerchiamo di evitare che li confonda se vogliamo rimettere fuori un giorno il tappeto
  • Insegnare al cucciolo sin da subito a stare di notte nel suo kennel o nel suo recinto; in questa noi abbiamo fallito miseramente, perché con la prima cagnolina mi si spezzava il cuore (senza nessun motivo, me ne rendo conto) a pensarla sola in un’altra stanza chiusa, mentre con la seconda…diciamo che esprimeva il suo disappunto di essere separata di notte da noi seminando il caos nello spazio che aveva. In ogni caso, se ci si riesce, il cucciolo identifica il kennel come la sua tana e non vorrà sporcarla, evitando di fare bisogni di notte.
  • Dimenticarsi di dormire fino alle 10; nel nostro caso è il Duca Gatto che ci sveglia alle 6.30 per la colazione, ma comunque un cucciolo non è in grado di tenere i bisogni a bada per 9-10-11 ore, rendendo necessario come ultima cosa prima di dormire portarlo fuori (non prima delle 22), e come prima cosa al risveglio quella di portarlo di nuovo fuori (non più tardi delle 7).
  • Dimenticarsi di dimenticare il cucciolo in casa da solo per più di due/tre ore; all’inizio, nei primi mesi, il cucciolo non è in grado di auto regolarsi e stare da solo per periodi lunghi, figuriamoci gestire i bisogni. Se succede, preparatevi a dei bei regalini al rientro. Quest’anno, noi abbiamo preso le nostre ferie estive sfalsate per poter stare tutto il primo mese di Lumi in casa con lei il più possibile.
  • Premiare sempre ogni successo come se fosse il cucciolo ci avesse appena fatto passare il momento più bello della nostra vita; ogni volta che il cucciolo riesce a fare i bisogni fuori va premiato e lodato a pioggia, perché per un esserino così piccolo è un grande sforzo mentale e fisico che fa solo per noi. Quindi, vagoni di coccole (se le gradisce), BRAAAVOOOOO!, e biscotti. E sì, ogni volta, come se fosse sempre Natale. Pazienza e coerenza.

Esperienze, esperienze, esperienze

cucciolo di aussie con le orecchie alzate

Sono piccoli, ma crescono in fretta.
Questo è assolutamente vero. Ma è altrettanto vero che le esperienze che faranno nei primi mesi saranno quelle che formeranno il cane di domani, le sue paure, il suo coraggio, la sua fiducia nei nostri confronti.
Noi in questo con Lumi ci stiamo davvero impegnando, perché alcune esperienze che Zelda ha fatto con me da cucciola per lei non sarebbe necessario farle. Quando Zelda era piccola, come ho detto, ero da sola e quindi ero forzata a portarla sempre con me sin dai primi mesi: auto, treno, tram, hotel, trasferte, mare. Era bello coinvolgerla, ma era anche necessario, non avendo nessuno a cui appoggiarmi per lasciarla mentre facevo gite o commissioni.

Con Lumi è diverso: non solo noi siamo in due a potercene occupare, ma anche loro sono in due (tre se consideriamo Ragnar) e perciò raramente si ritrova veramente sola oppure a doverci accompagnare forzatamente nei posti.
È stato fondamentale, però, prenderne coscienza e cercare di far fare anche a lei esperienze diverse e sempre nuove che la aiuteranno in futuro ad affrontare le situazioni che le si potrebbero parare davanti. Oltretutto, Lumi viene da una linea di sangue da lavoro e per questo potrebbe essere più reattiva agli stimoli esterni e, ad esempio, sviluppare paure o brutte abitudini come abbaiare ai cani che passano per strada o cercare di scappare davanti alla vista del camion della spazzatura.

Nonostante alcune di queste cose sicuramente faranno parte del suo modo di essere, è compito nostro fare in modo che non si senta in difficoltà in luoghi nuovi o situazioni mai vissute.

E allora via ai viaggi in tram, in auto, in traghetto, visite ai parenti, gite in montagna e al mare, commissioni quotidiane come andare in farmacia o accompagnarci al bar e stare ferma mentre noi prendiamo un caffè.

{to be continued…}


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